Non sono orme sulla sabbia

Sine Pagina - Non sono orme sulla sabbia
Foto di Antonella Perrotta ©Tutti i diritti riservati.

di Antonella Perrotta

Impastata di sabbia e salsedine, figlia di una terra che ha il respiro del vento e delle acque e dà e toglie senza pietà, stringe a sé e violenta i suoi figli, cammini su questa spiaggia che si è sottomessa al mare come una donna conquistata in silenzio, piegatasi per amore o per disperazione ché, a volte, amore e disperazione sanno essere simili. Accarezzi le tue cicatrici, lembi di carne tenuti insieme da punti malmessi. Da quanto tempo stanno lì?

Le porti con te. Forse, da sempre.

Non farti illusioni, non scompariranno.

Non sono orme sulla sabbia.

Dimentichi per non dimenticare: così, va.

Ritornano risate sguaiate e crudeli, urla, rimproveri e silenzi, promesse e inganni. Il giorno in cui lui ti voltò le spalle, la valigia in mano, la camicia a fiori, sotto il cielo di un agosto asfissiante, sta ancora lì. Fa compagnia ai pomeriggi d’attesa, di telefono spento, di chiamate senza risposta, di “che vuoi?” e “vedremo” e “non so …”, di silenzi fattisi solitudine, di indifferenza e noia.

Prese tutto quel che poteva, poi scomparve: così, andò.

Il giorno in cui ti disse “ci sono” e poi te lo rinfacciò e si nascose aspettando che tu gli dimostrassi una gratitudine dal sapore di servitù, sta ancora lì e sa di amaro sulla lingua ché l’amore non si pesa su una bilancia come la verdura al mercato rionale. Si dona per donare, si ama per amare: così, dovrebbe andare.

Non sei più buona” ti disse, ché pure il corpo va a male, si deteriora, passa di freschezza. Anche questo come la verdura al mercato rionale, quella che finisce gettata in un secchio, che si dà in pasto ai maiali insieme al pane raffermo e alle bucce delle patate, quella che non ha un cuore, un’anima, un respiro, una voce, è soltanto cibo per porci.

Sanno fare una vita, le persone. Comporla e scomporla. O sanno essere soltanto attimi, battiti di un tempo breve, pulsioni di carne su cui non lasciare alcun segno ché nessuno deve scoprirli, quegli attimi, sono fatti così gli attimi, si vivono, passano e via all’attimo successivo tanto velocemente che il presente è già passato, un passato su cui non hai potuto lasciare un segno. Il tuo.

Giorni su una strada, sempre la stessa, l’auto che scorre come su delle rotaie mentre la radio suona, qualcuno ride, qualcuno canta, fino al botto che sa di lamiera bruciata e di sangue, del tuo sangue, e di sensi perduti e riacquistati, e suoni di sirene d’ambulanza e odore di disinfettante e sottofondo di voci asettiche che ti ricordano quanto sei fortunata ad essere ancora viva, mentre te ne stai lì, stesa al freddo su un lettino di lamiera, sotto a un panno sterile di cotone verde, tra strumenti asettici pure quelli.

Giorni di corsa, giorni di paura, giorni di responsi che mai avresti voluto ascoltare, ti cadono addosso come sentenze supreme e inappellabili. A chi devi chiedere aiuto? Almeno esistesse un Dio capace di sentirti e tenderti la mano … Esisti Dio? Dammela la tua mano, dammela, la senti la mia voce che ti implora? Non hai pietà di una tua figlia? Non hai pietà di tutti i tuoi figli? Perché non ce l’hai? Perché non la stendi, la mano?

Giorni: sono lì, tutti lì. Non sono orme sulla sabbia.

È notte adesso. L’Umanità è raccolta e silente, i tuoi occhi sgranati nel buio contano i tocchi della luce del faro – uno, due, tre, buio – uno, due, tre, buio – immaginano marinai che li stanno contando come te.

Attendono l’alba.

Cercano porti.

Condividi se ti è piaciuto
Chi sono

Chi sono

Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.
Se ti va, puoi seguirmi sui miei profili social.

antonella perrotta - Sine Pagina

Chi sono

Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.

Se ti va, puoi seguirmi sui miei profili social.

POST RECENTI
Torna in alto