Silenzio e buio e stelle in cielo

Sine Pagina - Silenzio e buio e stelle in cielo
Opera di Mario Perrotta, per gentile concessione dell’artista.©Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata

Racconto di Antonella Perrotta

Il mare è calmo, ma la corrente mi trascina e non so dove. Spero verso quelle luci della costa che ho intravisto prima, non so più quando, ma che ora non riesco più a vedere.

Sono stremato.
Non sento più le braccia e le gambe.

Mi distendo sulle acque, mi abbandono alla corrente col viso rivolto al cielo. È stellato, come nelle notti in Africa.

Mi abbandono a questo mare.
Mi abbandono a questo cielo.
Prego le stelle di vegliare su di me e la mia famiglia.

Ho sentito la voce di mio fratello prima, forse qualche ora fa, non so. Incoraggiava mia madre, mentre lei, invece, si lamentava. Un lamento fioco, il suo, lontano, mischiato con i suoni del vento e del mare. Io, però, l’ho distinto chiaramente. Ma ora non sento più nulla. Nessun lamento, nessuna voce.

C’è solo silenzio.
Silenzio e buio e stelle in cielo.

La mia testa è ovattata, i pensieri sfuggono, si disperdono in queste acque. Provo a mantenermi sveglio ripetendo il mio nome, Kamal, ma la mia voce non ha più un suono.

Così mi chiamo: Kamal. E mio fratello Fadi: è questo il suo nome. E Afrah è quello di mia madre. Vuol dire Felicità. Ma lei, la felicità, non l’ha conosciuta mai. Avrebbe voluto solo un po’ di pace, ma neanche questa ha conosciuto.

“Kamal, stai sveglio! Stai sveglio!” ripeto a me stesso, fissando le stelle. Ma sono troppo stanco. Troppo. Non riesco neanche più a vederle. Eppure vorrei, ché io le ho sempre amate, le stelle.

Non riuscirò a vedere nemmeno il giorno. Eppure avrei voluto vedere anche quello. Avrei voluto conoscere, anche solo per poco, il rispetto che è dovuto a ogni essere vivente.

Mi addormento.
Ma il mondo non lo sa che io sto dormendo tra queste acque e che, più in là, dorme mio fratello Fadi e  mia madre Afrah.

Il mondo non sa guardarle, le stelle.

Già su BorderLiber, 2021

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Chi sono

Chi sono

Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.
Se ti va, puoi seguirmi sui miei profili social.

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Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.

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