A Piazza Navona

Sine Pagina - A Piazza Navona
Foto di Antonella Perrotta ©Tutti i diritti riservati. Riproduzione vietata
Racconto di Antonella Perrotta

Piazza Navona è spenta stamattina.

Rintanata sotto un cielo color polvere, ricorda una vecchia cartolina sbiadita, una di quelle che si spedivano, una volta, quando ancora ci si scriveva, ci si raccontava e “io sto qui, vedi? Su questa piazza dell’Urbe, vicino alla Fontana dei Quattro Fiumi e sorrido a te e penso a te e ti saluto. Ciao, torno presto.

Ti vedo, ma faccio finta di non averti visto. Continuo a mimetizzarmi sotto il cielo color polvere, a giocare con le ciocche dei capelli, a guardarmi le scarpe, ferma in piedi, lì, vicino alla fontana, sovrastata dall’obelisco, alle spalle il Nilo col volto coperto dal drappeggio. Mi copro anch’io. Nascondo a testa bassa la mia ansia e la mia emozione, fingo di non sentire il cuore che va a mille, fingo che non ci sei.

Di quante finzioni è fatta la vita di un uomo, di quanti scudi, di quanti veli, di quanta paura di mostrarsi nudi?

Ora non posso più fingere. Mi stai venendo incontro. Mi alzo, ti vengo incontro anch’io, ti guardo negli occhi e tu guardi me, un sorriso accennato, un imbarazzo crescente, una voglia di rifugiarmi tra le tue braccia, in silenzio, non serve altro. Ti accarezzo una guancia con la mano, poi abbandono la testa sul tuo petto e resto così, nemmeno un “ciao, come stai?, a respirare il tuo odore – quanto sanno attrarre gli odori, quanto sanno resistere nel tempo, ognuno lascia il suo, siamo animali anche noi esseri umani in fondo – mentre mi stringi a te e ascolto il tuo battito che è anche il mio e diventa nostro.

Ci parliamo così, senza parlare, perché le parole da sole non servono, le parole da sole non bastano, non bastano mai.

La piazza scompare, scompaiono anche il cielo color polvere, la Fontana, i Quattro Fiumi, l’obelisco, la chiesa di Sant’Agnese, le persone intorno, i turisti con le teste per aria e la macchina fotografica al collo – ancora c’è qualcuno che la usa, fa marchio da turista – a guardarsi intorno sorpresi da tanta bellezza. Ma per me non esiste più niente, non vedo più niente, e resto così, col viso sul tuo petto, a ubriacarmi del tuo odore, a scaldarmi col calore del tuo corpo e del tuo maglione che mi punge un po’ la pelle ma chi se ne frega, a parlarti senza parlare, a lasciarmi confortare dalle tue braccia.

Di quante solitudini è fatta la vita di un uomo?

S’infilano nella pelle come schegge, neanche una goccia di sangue, neanche te ne accorgi all’inizio, scavano cunicoli nella carne, s’insinuano negli strati più profondi fino a diventare bubboni purulenti. E allora il male lo senti, tutto in una volta lo senti, è febbre, è astenia, è trascinarti da un giorno all’altro, molli le gambe, molli le braccia, inerti e spenti i pensieri, in attesa di un miracolo che ti porti qualcuno che sappia dirti, anche attraverso parole senza voce: “Io ci sono per te”.

Piazza Navona si accende stamattina.

Un cono di luce soltanto su di me e su di te come nella scena di un film diretto da un regista sconosciuto che dà e sottrae e mischia a suo piacimento, ma sembra sapere ciò di cui hai bisogno.

Come faceva a sapere che avevo bisogno di te?

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Chi sono

Chi sono

Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.
Se ti va, puoi seguirmi sui miei profili social.

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Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.

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