di Antonella Perrotta
Una musica stanca
di uomini persi in terra straniera,
tra nuvole e cielo
che ricordano casa,
ma casa non sono.
Un violino,
una chitarra,
un’armonica,
un pianto,
una danza triste e lenta
che sa di passione
contenuta, costretta.
E la luna l’ascolta,
e le nuvole danzano,
e un giocoliere palleggia,
si flette all’indietro,
solleva una gamba,
si dissolve e scompare
tra i fili di nuvole.
E’ una sera così,
che sa un po’ di tango,
di musica triste che a casa riporta,
di giochi di cielo,
di forme imperfette,
di calma e di dramma,
di dramma e di calma …


