Cattivo dentro: 5 domande a Dario Villasanta

Sine Pagina - Cattivo dentro_ 5 domande a Dario Villasanta

da Redazione

Cattivo dentro, Independently published, è l’ultimo romanzo di Dario Villasanta, disponibile su Amazon dal 1° luglio.
Attraverso la figura del “professore zoppo” – un ex insegnante alcolista, bestemmiatore, emarginato dalla comunità – e una sequenza di  episodi al limite del surreale, la storia svela senza sconti le ipocrisie e le fragilità di una comunità, mettendo a nudo un perbenismo solo apparente.
Cattivo dentro è l’ipotesi diventata reale del nostro Io più meschino che possiamo immaginare, ma che, forse, aspetta soltanto l’occasione per emergere.
Un romanzo graffiante e provocatorio che ci costringe a guardare in faccia la parte più scomoda di noi stessi.

Rivolgiamo 5 domande all’autore:

1. Dario, perché questo titolo, Cattivo dentro?
Perché è la storia di un uomo incattivito dalla vita. Potrebbe essere un personaggio inventato e, invece, a pensarci, ognuno di noi conosce o ha conosciuto persone che sembra non abbiano altro scopo nella vita che sfogare sul prossimo le proprie frustrazioni. Oppure, ancor più difficile da dire e da ammettere, a volte siamo noi stessi i ‘cattivi’: quando ci troviamo in difficoltà, spesso finiamo con lo sfogarci con chi ci è più vicino e caro. Insomma, ho scritto della parte peggiore di ciascuno di noi.

2. Dunque la tua storia non è tutta invenzione?
In realtà, in un esercizio introspettivo, ho immaginato quale avrebbe potuto essere la mia parte peggiore. Credimi, è stato un trip destabilizzante. Ho anche attinto dai ricordi di personaggi conosciuti per davvero, o di cui ho sentito parlare in paese, pur rendendomi conto che alcune ‘maschere’ locali sono uguali ovunque e anch’io, forse, sono uguale a qualcun altro. Non so se qualcuno, magari riconoscendosi, potrebbe offendersi, ma tant’è… Volevo scrivere un romanzo sulla cattiveria e andava fatto così.

3. In queste pagine si ritrovano riflessioni molto caustiche, drastiche, e anche opinabili, su argomenti attuali (dal ruolo dei genitori al futuro dei giovani). Cosa c’è di tuo nelle “sentenze” del protagonista?
Poco o niente, ma anche ci fosse qualcosa di mio non lo direi. Non in un libro. Con che diritto, poi? In realtà, ho estremizzato alcune opinioni ascoltate in giro o ritrovate sui social, rendendole credibili (seppure, a dire il vero, i media e il pensiero comune sono già di per sé estremi nelle reazioni e nelle esternazioni). Se ci sarò riuscito – a renderle credibili intendo – vorrà dire che ho fatto bene il mio lavoro e creato una realtà spaventevole, inquietante. Perché è questo ciò che volevo fare: far riflettere sull’andazzo odierno e farlo con inclemenza.

4.Che reazioni ti aspetti da questo quadro crudo e poco edificante della realtà paesana?
Tra quello che mi aspetto e quello che spero, passa una gran differenza. La speranza è che i lettori capiscano, oltre al mio personale sentire, la differenza tra caricatura sociale e realtà. Ma, poiché la lettura è una questione intima e soggettiva, sono anche consapevole che ognuno troverà in queste pagine ciò che vorrà trovare e potrà anche risentirsene. Sempre che abbia voglia di leggermi …

5. È vero che con questo libro stai dicendo addio alla narrativa, e perché?
Oggi ti dico sì con convinzione, anche se mai dire mai. Ho già dato al mio editore un libro di cucina un po’ particolare. Ho voglia di sentirmi più vicino alla gente nelle situazioni quotidiane, e preferisco dedicarmi ad altre forme di espressione, altro genere di pubblicazioni. Per esempio, vorrei anche scrivere testi per canzoni ove riuscissi a concretizzare qualche collaborazione. Dopodiché, mi sentirò artisticamente appagato, perciò stop.

Ti lascio allora un in bocca al lupo per il tuo futuro artistico.

Cattivo dentro, Dario Villasanta, Independently published, 2025, 263 pagg.
Disponibile anche in formato Kindle
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Chi sono

Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.
Se ti va, puoi seguirmi sui miei profili social.

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Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.

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