Tra miracolo e inganno: “La ragazza di luce” di Germano Antonucci

Sine pagina - Tra miracolo e inganno, La ragazza di luce di Germano Antonucci

Recensione di Antonella Perrotta

“Quella notte, la notte della Catastrofe, Nina sentì arrivare tutto insieme …”

In una notte oscura, nel borgo di Lume la montagna frana, travolge le case, uccide. Solo un bagliore in cima al monte: sembra un angelo che richiama miracoli. Da quel giorno una targa in piazza ricorda i ventisette caduti nella Catastrofe. I sopravvissuti vivono in prefabbricati, tra le macerie fisiche e quelle dell’anima. Convivono con i fantasmi che popolano le Case Morte.
“È ciò che accade a un luogo dopo il finimondo: il raggelante silenzio dei morti e l’operoso accanimento dei vivi.”

Nina e Ruben sono due adolescenti segnati dalla perdita.
Nina – “un padre che non si è mai saputo chi fosse”, una madre che “certi giorni perdeva il senno e dimenticava di esserle madre” e “non sapeva tenersi in piedi quando tornava da chissà dove così logora e confusa da non riconoscerla nemmeno”- non si rassegna alla scomparsa di sua madre la notte della Catastrofe. Tutti la danno per morta, ma non lei. Il corpo della donna non è mai stato ritrovato e, forse, “dove non c’è un corpo il dolore resta sospeso per sempre …”.
Ruben, invece, ha perso il padre dopo la Catastrofe: scaraventato con l’auto giù da un burrone. Per tutti un incidente, ma non per lui.

Il destino li unisce. I due ragazzi si riconoscono nel dolore, nell’irrequietezza, nel trauma subito quando il loro mondo è crollato appresso alla montagna. Si riconoscono, soprattutto, nella mancata rassegnazione e nell’urgenza di comprendere ciò che non riescono a spiegarsi. Si sostengono a vicenda, si compensano: Nina, che cede all’istinto e al richiamo magico dell’invisibile; Ruben, che prova a incanalarlo e razionalizzarlo. Con loro Niccolò, presenza discreta, l’ago della bilancia.

Insieme intraprendono un viaggio – fisico e interiore – che li conduce verso la verità.
Che fine ha fatto la madre di Nina?
Il padre di Ruben è davvero morto per un incidente?
Cosa è successo la notte della Catastrofe sulla montagna?
E quella luce era davvero un segno divino o, invece, un’allucinazione, forse un inganno?
Ogni domanda troverà risposta.

Con la Ragazza di Luce, opera prima per TerraRossa Edizioni, Germano Antonucci costruisce un intenso romanzo di formazione che si tinge della tensione del noir. Indaga le dinamiche relazionali – amicali e familiari -, il lutto, le mancanze, la rabbia, i dubbi, l’inquietudine. Le intreccia in un’analisi più ampia: quella sulle illusioni collettive, sul fanatismo e le frodi speculative religiose che si nutrono della speranza e dell’angoscia dei fragili.

Antonucci esplora, scava, scopre, libera.
Viaggia nei cuori di Nina e Ruben, tiene magistralmente inchiodato il lettore in un’indagine che coinvolge parte della comunità. La lingua è precisa, pulita, ma non per questo manca di intensità e di poesia. Tutt’altro. La narrazione è coinvolgente e ritmata, mai lenta, ben costruita, credibile, così come lo sono i personaggi.
A Ruben, Niccolò, Nina ci si affeziona. Forse a Nina, più di tutti. Lei, che con la magia prova a vincere gli abissi delle mancanze. Lei, dal cuore grande che ha bisogno ancora di nutrirsi di favole per non soccombere. Perché “non è quello che abbiamo a tenerci in vita. È ciò che ci manca.”

E quando la verità infine si svela tra miracolo e inganno, resta la sensazione carezzevole di una rinascita.
“Torneranno a casa insieme, leggeri.”

Un romanzo d’esordio intenso e sorprendente. Da leggere assolutamente.

Per chi crede che il buio sia solo l’inizio della luce.

La ragazza di luce, Germano Antonucci, Terra Rossa Edizioni, 2025, pagg.196

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Chi sono

Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.
Se ti va, puoi seguirmi sui miei profili social.

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Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.

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