Quattro donne. Emilio Jona

Sine Pagina - Quattro donne di Emilio Jona

di Antonella Perrotta

“C’era allora una solidarietà popolare a contrasto di una diffusa ferocia, mentre noi vivevamo con innaturale naturalezza i rischi e le assurdità della nostra sorte di esseri senza colpa, esclusi e braccati …”.

Cecilia, Teresa, Marì, Delfina: sono loro le protagoniste di Quattro donne, il romanzo autobiografico di Emilio Jona, avvocato e intellettuale di origine ebraica, pubblicato da Neri Pozza.
Quattro figure femminili semplici e insieme straordinarie, capaci di custodire vite, affetti e speranze in uno dei momenti più oscuri della storia italiana. Non eroine nel senso tradizionale del termine, ma persone che naturalmente scelgono di aiutare, rischiando sé stesse per salvare altri esseri umani.

Siamo in Piemonte nel 1943.
Gli ebrei sono ricercati, le deportazioni incombono, la paura attraversa ogni gesto quotidiano. La famiglia Jona comprende in tempo il pericolo e sceglie la clandestinità.
Il piccolo Cianino viene affidato a Cecilia, una contadina veneta che lavora per la famiglia. Cecilia non comprende fino in fondo la portata della tragedia storica che si sta consumando intorno a lei né i pericoli che corre. Comprende, però, l’essenziale: proteggere quel bambino, continuare a stargli accanto, garantirgli una parvenza di normalità.

Teresa e suo marito si prendono invece cura di Giulio e Marì di Emilio.
A tenere uniti i fili dispersi della famiglia è Delfina, segretaria dello studio dell’avvocato Jona, donna concreta che custodisce i legami familiari nel caos della guerra, curando la gestione della clandestinità. Sarà lei a restare un punto di riferimento anche dopo la Liberazione, quando la famiglia tenterà di ricomporsi, segnata però dalla malattia e dalla perdita della madre.

“Esse sono uscite da tempo dal mondo della realtà per entrare in quello della memoria, della celebrazione e della scrittura. Vi sono entrate con tutta la loro empatia, la loro dedizione, il loro coraggio, la loro bontà, senza la loro parte oscura, il loro lato d’ombra, il loro inverso …”.

Quattro donne è un romanzo autobiografico che sceglie il tono sommesso del ricordo. Emilio Jona racconta la persecuzione razziale attraverso gli occhi dell’infanzia e attraverso il coraggio silenzioso di donne comuni, capaci di opporsi alla barbarie con la forza concreta dei gesti quotidiani. In tempi dominati dalla violenza e dalla paura, rischiano la propria vita per salvarne altre, senza attendersi riconoscimenti. La loro resistenza non nasce dall’ideologia, ma da una naturale adesione al bene. Perché ci sono dei momenti della Storia e della vita in cui bisogna decidere da che parte stare, cosa preservare, cosa essere.

Ed è forse questo uno degli aspetti più intensi del libro: mostrare come, accanto alla violenza e alla ferocia del tempo, potesse esistere anche una forma spontanea e ostinata di bene. Il male storico resta sullo sfondo, mentre in primo piano emergono la cura, la responsabilità, la fedeltà agli affetti.

Quattro donne è dunque non solo una testimonianza storica, ma anche profondamente umana. Un omaggio alla forza discreta delle donne, alla responsabilità morale delle scelte quotidiane e a quella solidarietà che sopravvive perfino nei tempi più crudeli.

Un libro breve ma intenso, che lascia nel lettore il senso profondo della memoria e del valore delle persone invisibili, senza le quali molte vite non sarebbero state salvate.

Quattro donne, Emilio Jona, Neri Pozza, 2026, pagg. 135

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Chi sono

Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.
Se ti va, puoi seguirmi sui miei profili social.

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Mi chiamo Antonella Perrotta. Nasco in Calabria la sera che precede il Lammas da madre siciliana e padre calabrese. Osservo, ascolto, leggo, scrivo, amo la Storia e le storie, il narrare e il narrarsi, ma non sopporto il chiasso e il chiacchiericcio. Sono autrice dei romanzi Giuè e Malavuci (Ferrari Ed., 2019, 2022) e di racconti pubblicati in volumi collettanei, blog e riviste. Performer dei miei testi. Fondatrice del blog Sine pagina.

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