Recensione di Antonella Perrotta
Divergenze Edizioni ha un doppio merito:
il primo è quello di aver riproposto, dopo un secolo esatto, due novelle, The past (Il passato) e The difference (La differenza) – entrambe inserite nella raccolta The shadowy third and other stories (1923) – di Ellen Glasgow.
Scrittrice statunitense, vincitrice nel 1942 del Premio Pulitzer per il romanzo In this our life (In questa nostra vita), la Glasgow è nota per aver esplorato nei suoi scritti la società americana in un’epoca di transizione, affrontando con realismo la condizione femminile e raccontando – senza sconti romantici – di donne vere, imperfette, fragili, ma capaci di evolvere. Per questo fu considerata dalla critica “una delle prime attiviste per i diritti delle donne.”
La sua voce, lucida e misurata, scava nei conflitti interiori di donne sospese tra ruolo sociale e desiderio di emancipazione, inserendosi in quella tradizione di scrittura al femminile di inizio Novecento accanto a nomi come Edith Wharton, Kate Chopin e Virginia Woolf.
Protagoniste di entrambe le novelle della Glasgow sono, infatti, donne chiamate a confrontarsi con lo specchio della gelosia: nella prima novella, un’amante “fantasma” sopravvissuta nel ricordo – un ricordo talmente vivido da renderla ancora reale e visibile agli altri (The past); nella seconda, un’amante in carne e ossa (The difference).
In entrambe le storie ritroviamo figure femminili sopraffatte dal dolore o dalla paura di perdere l’uomo amato e tutto ciò che egli rappresenta. Donne, diremmo oggi, con un’educazione di altri tempi (ma forse non troppo, ché le manifestazioni dell’amore non conoscono tempo), che hanno votato la propria esistenza a un uomo, vivendone all’ombra, disposte a sacrificarsi per amore anche di fronte al tradimento.
Eppure, – ed è qui che si manifesta la modernità dell’autrice – queste donne non si arrendono. Nella prima novella, la protagonista vince “senza opporsi, accettando, senza veemenza ma con gentilezza, senza prendere ma rinunciando”, così “privando il fantasma del suo odio” e “anche del suo potere su di lei”. Nella seconda, la protagonista giunge alla consapevolezza che “non c’è sostegno più saldo di ciò che permette a qualcuno di stare in piedi con le proprie forze.”
È attraverso il bene e la consapevolezza di un sé autosufficiente che entrambe riescono a superare lo status di donne affrante dal tradimento di un marito al cui compiacimento avevano votato la loro vita. La scelta narrativa della Glasgow, che fonde elementi gotici e psicologici in The past e si pone con un tono più realistico in The difference, dà voce a una dimensione tutta femminile dell’esperienza del dolore e della rinascita senza mai cadere nella retorica e nella semplificazione.
Veniamo ora al secondo merito di Divergenze Edizioni:
quello di aver valorizzato, tramite la promozione di un progetto di lettura e traduzione, il talento di una giovanissima traduttrice, Aurora D’Archi, studentessa sedicenne del liceo classico linguistico “Scipione Maffei” di Verona e alunna della professoressa Luisa Campedelli.
Compito certamente arduo, quello del traduttore, perché – come osserva la Campedelli in una nota al testo – “chi non legge in lingua originale deve fidarsi e affidarsi alla capacità di resa narrativa di un linguista capace, che sappia trasportare l’opera nella realtà espressiva del lettore.”
Un compito che la giovane Aurora D’Archi ha svolto con grande competenza e professionalità, come dimostrano anche le note finali in cui spiega le scelte traduttive operate. Non conosco il testo in lingua originale, ma distintamente mi sono arrivati il profumo dell’ambientazione dell’epoca, la nitidezza e le sfumature dei personaggi, il detto e il sotteso, le emozioni e lo spirito della scrittura originale, a dimostrazione che alcune capacità sono innate e, ne sono certa, saranno coltivate con passione e studio. Il risultato è una resa sensibile e fedele, che ricorda l’equilibrio necessario in ogni buona traduzione letteraria, quello tra fedeltà letterale e resa espressiva, come sosteneva Italo Calvino.
Infine, la cura editoriale è quella cui Divergenze ci ha abituati: le illustrazioni interne, i materiali utilizzati – dalla copertina alla carta fino all’inchiostro – sono pregiati. Rari, se non unici, nel panorama editoriale. E anche questo è un merito.
Di infedeltà e altri fantasmi, Ellen Glasgow, traduzione di Aurora D’Archi, con nota di Luisa Campedelli, Divergenze Edizioni, 2023


